UNA QUESTIONE DI DEMOCRAZIA
La democrazia in una federazione sportiva può esistere sulla carta e non nella realtà oppure non essere perseguita neanche attraverso le regole statutarie.

Da sempre esiste il problema della rappresentanza nelle assemblee elettive, fin da quando i voti erano direttamente proporzionali ai tesserati. Per chi ha proposto e lottato per un sistema che premiasse l’attività è amaro ammettere che il tempo e la cupidigia hanno reso il meccanismo perverso. Poche società con attività nazionale detengono una rappresentanza sproporzionata rispetto alla moltitudine delle altre società. Una soglia di sbarramento (o numero massimo) risolverebbe sicuramente le storture. Eppoi, ampliando l’attività regionale, il sistema migliore eventualmente sarebbe quello di avere due tabelle voti, una ad uso nazionale ed una ad uso regionale.

Tuttavia è veramente singolare che si richieda alle società di avere uno statuto che garantisca la pariteticità dei soci quando poi la federazione per prima non garantisce la stessa cosa per se stessa.

LE PRIORITA'
Non si può fare tutto subito tanto più che molte cose per la stagione prossima sono già state deliberate. Sicuramente però la Scuola Italiana ed il Centro Studi dovrebbero essere iniziative messe in cantiere nel giro di poche settimane. Poi la revisione dell’attività con il potenziamento di quella regionale fin dove è possibile già da oggi. Infine si dovrebbero raffreddare o perfino annullare quelle iniziative che vanno in direzione contraria al progetto complessivo iniziando a risparmiare per avere fondi a disposizione per le vere priorità del nostro tennistavolo.

 

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