IL CENTRO STUDI
Dovrebbe essere il cuore pulsante del rinnovamento continuo dove concentrare le migliori teste a disposizione. Il Centro Studi dovrebbe analizzare il movimento del tennistavolo con il supporto delle ricerche conoscitive e della tecnologia informatica, immaginare continuamente il futuro e proporre lo sviluppo e l’organizzazione dell’attività, senza vincoli: sarà poi il Consiglio federale a fare le scelte. Dovrebbe poter svolgere compiti di indirizzo sulle questioni tecniche e dire la sua, non imporre, sull’impostazione della Scuola tecnica.

L'IMMAGINE
E' una materia specialistica in cui è facile essere superficiali. Occorrerebbe lasciare il compito agli esperti dando loro chiare direttive sugli obiettivi. Non dobbiamo però vendere un prodotto ma un sogno e non è la stessa cosa.

LE RISORSE ECONOMICHE
Va dato atto che il bilancio della FITeT ha i conti in regola dopo anni in cui i debiti oscuravano il futuro. Le risorse disponibili possono essere spese diversamente, con altre priorità rispetto ad ora ed in Assemblea si potrà essere più precisi sulla scorta del bilancio 2011/12.

PROMOZIONE
Senza società che raccolgono i frutti della promozione qualsiasi sforzo è inutile. E’ controproducente investire in promozione per ampliare la domanda quando poi non esistono gli allenatori in grado di soddisfare la domanda. E’ un circolo vizioso o virtuoso, a seconda dei punti di vista. Con la pro-mozione cresce la domanda soprattutto dei giovani. La domanda ha una risposta positiva solo se esistono gli allenatori.

Gli allenatori hanno bisogno di essere messi al centro dell’interesse federale (e non i giocatori e le nazionali) perché altrimenti scompaiono (come è avvenuto). Se ci sono allenatori diffusi sul territorio ed esiste promo-zione, allora aumentano i tesserati e la probabilità di valorizzare i talenti.

Dal confronto dei talenti attraverso le scuole di appartenenza nascerà una naturale selezione di chi arriva in nazionale e l’Italia potrà trarne giovamento con i successi agonistici che daranno immagine al tennistavolo favorendo la promozione. E via in un nuovo ciclo di Deming volto al miglioramento continuo.

La nazionale viene alla fine, come coronamento di un percorso e di una selezione che parte da una base larga. La nazionale dunque come conseguenza del lavoro e non come obiettivo primario. Se si ha una organizzazione puntuale e basata sui tecnici e sulle società, si avranno inevitabilmente più talenti da far volare in alto. Senza lavoro di base si vola sempre basso per quanti sforzi (e soldi) si possano spendere.

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